Alto App. Reggiano

Parco Naturale Alto Appennino Reggiano

Tipologia

  • Parchi Regionali
  • Regione

  • Emilia Romagna
  • Provincia

  • Reggio Emilia
  • Contatti

  • Sede: Via Nazionale sud, 3/1
    42032 Busana (RE)
    Sito web: www.parcogigante.it
  • Descrizione

    La vetta più elevata dell'appennino Reggiano è il Monte Cusna (2.120 m), detto anche il Gigante per il suo particolare profilo dovuto a una deformazione tettonica.
    L'ambiente del parco è quello dell'appennino d'alta quota. Un ambiente montano dalle caratteristiche proprie, che varia a seconda delle altitudini e del substrato geologico. Chiari segni dell'azione di modellamento del paesaggio operarata dai ghiacciai del Quaternario sono osservabili intorno a molte sommità: ampi circhi glaciali, come quello che ospita le sorgenti del Secchia, chiudono la testata valliva dei principali torrenti e i depositi morenici ospitano spesso laghi, specchi d'acqua in fase di interramento e torbiere.
    Sulle praterie di altitudine volteggia l'aquila reale, mettendo in fuga le marmotte. Scendendo lungo i versanti montuosi del parco si incontrano estese faggete, nuclei spontanei di abete bianco e rimboschimenti a conifere, come la celebre Abetina Reale. I boschi coprono gran parte del territorio, stentando solo sulle pareti più ripide e profondamente incise degli schiocchi, particolari forme erosive, simili a canyon, osservabili a tratti nelle valli dell'Ozola, del Riarbero e del Secchia.
    L'Alto Appennino Reggiano ha rilievi e versanti vallivi formati da rocce anche molto diverse fra loro e spesso fortemente deformate. Ciò deriva dalla particolare complessità geologica della parte emiliana della catena appenninica. Diffuse sono le arenarie. La sedimentazione di queste rocce risale all'Oliocene e al Miocene (da 35 a 17 milioni di anni fa circa) ed è avvenuta in ambienti di mare profondo. Le argille, più tenere, sono soggette a maggiore erosione e sono spesso causa di frane. Le ofioliti sono presenti nel Parco solo in piccoli lembi isolati. Si tratta di rocce vulcaniche che devono il loro nome al particolare aspetto, che può ricordare la pelle di un serpente (dal greco ofios, serpente), facilmente riconoscibili per la colorazione nera o verdastra, sono rocce la cui genesi magmatica si colloca intorno a 180 milioni di anni fa.
    Un accenno particolare meritano i Gessi Triassici della Val Secchia. Nel Parco i gessi triassici si possono osservare alle falde del Monte Ventasso, presso Busana e Acquabona, a Collagna, a Ligonchio e tra il passo del Cerreto e quello dell'Ospedalaccio. Ben riconoscibili anche a grandi distanze per il colore chiarissimo, sono caratterizzati da una struttura microcristallina che li rende simili a un bel marmo di colore bianco (ma a volte anche grigio chiaro, arancio e rosa). A causa dell'elevata solubilità dei gessi, in queste rocce si manifestano fenomeni carsici, che hanno dato origine su alcuni affioramenti a piccole doline, inghiottitoi e grotticelle.
    Girondolando